domenica, settembre 21, 2008

Paradiso caotico

"Fuggi,cosa fuggi non c'è modo di scappare, ho la febbre ma ti porto fuori a bere,
non è niente stai tranquilla è solo il cuore, porta Ticinese piove ma c'è il sole,
quando il dandy muore fuore nasce un fiore, le ragazze fan la fila per vedere
la sua tomba con su scritte le parole: "io vi amo, vi amo ma vi odio però, vi amo tutti,è bello è brutto io non lo so...io vi amo,vi amo ma vi odio però,vi amo tutti
è bello è brutto è solo questo"


Credo che queste frasi di una canzone di Baustelle potrebbero deffinere quello che provo per Milano. Questa volta non ho lasciato molte cose a metà, per fortuna. Sono arrivata da sola, ho preso l'autobus da Bergamo a Milano, e da lì sono andata alla Stazione Centrale per poi arrivare a Piazzale Loreto. Devo dire che i cartelli che c'erano nella metrò mi hanno sorpreso un po'....



Quindi, secondo questi pubblicisti, il milanese è inglese maccheronico. Senza commenti. Ad una persona che conosce il dialetto da un po' di fastidio la cosa :D

La gente è stata abbastanza gentile e non ci ho messo molto a trovare l'albergo. Una signora mi ha detto che sembro italiana. Appena arrivata all'albergo, ho cominciato a mandare sms a tutti quanti: Ero arrivata!

Alla prima persona che ho visto è stata Marco. È stato un po' strano, non so. Ci siamo presi il campari con lo spritz. Non lo avevo mai preso, quindi ho notato che l'effetto è troppo forte, e che bisogna controllarsi molto. Poi ho avuto bisogno di riposarmi un po', e piu tardi, nel pomeriggio-sera, mi sono incontrata col Maurix, che abita a CAssano sull'Adda, a Bergamo, quindi, sono stata ancora a Bergamo. Mi ha fatto vedere dei posti belli, e abbiamo preso un gelato. Il gelataio era un po scioccato quando ho scoperto che parlavo milanese. Maurix ed io abbiamo suonato a casa sua. (Alla fine valeva la pena portare il tamburello) mi ha regalato un sacco di cd.

Il secondo giorno ho preso un autobus fino a Milano, e mi sono messa in un problema, perché come era da immaginare, mi sono dimenticata di timbrare il biglietto e non portavo con me la carta di identità (me la avevo dimenticata a Milano) ma per questa volta hanno lasciato stare. Quel giorno mi sono disorientata abbastanza e mi sono sentita un po' in ansia. ma per fortuna, una chiamata ad un amico e chiedere ad alcune persone che mi indicarano piu o meno, resolvevano il problema. Mi sono messa apposto e sono uscita. Era absurdo, perché sentivo dapperttutto fischi, complimenti e claxon. Non è qualcosa che mi capiti tutti i giorni, e meno a Vigo. Mi sono vista con Andrea Pinketts, anche se poi è venuto un suo amico. È abbstanza simpatico, peccato che non aveva molto tempo. L'amico era un po' sorpreso, perché parlava veloce ed io stavo capendo tutto.



Di sera, mi sono incontrata con Andrea L, e abbiamo parlato in milanese, eravamo molto contenti di incontrarci. Al ritorno all'albergo ho notato che era vero quello che mi avevano detto: c'erano i militari che vigilavano la città. Un latinoamericano mi ha rotto le palle perché voleva uscire con me. Evidentemente, mi sono fregata.


Al terzo giorno, si è ripettutto l'elenco di complimenti e fischi. Ho comprato un paio di cose in un supermercato, non avevo voglia di rompermi la testa cercando un ristorante e i prezzi, e il giorno prima avevo già localizzato uno. Sono passata davanti ad una scuola piena di bambini. Finalmente, ho parlato con Matteo B, e ci siamo incontrati in Piola, sono andata da lui e abbiamo parlato un po', ho anche salutato la madre che già la conoscevo dell'altra volta. Mi è sorpresa perché ha detto che stava studiando spagnolo, ed era veramente brava.




Quella notte, Andrea L mi è venuto a prendere con degli amici, siamo andati a cenare e a fare quattro chiacchere nel Stardust, che è uno di quei ristoranti tipo autoservizio-buffet libero di quelli che sono geniali e che purtroppo a Vigo non ci sono. È stato assurdo il fatto di che quando eravamo in macchina con la canzone di “umbrella” di fondo, lui ha cominciato a cantare una versione "alla milanese". In vece di y Andrea empezó a cantar una especie de versión a la milanesa. “under my umbrella”, alla fine cantavamo “Cata su l’ombrell-a” (senza commenti...!)

Il quarto giorno, ho abbandonato il primo albergo in cui sono stata. Ho comprato assorbenti (un'emmergenza assurda con la quale non contavo) Ho fatto dei giri finché mi è venuta a prendere Paolo. Ci siamo incontrati finalmente nella stazione di Lambrate. A casa sua, i suoi mi hanno ricevuto alla grande, il padre ha cominciato presto a parlare il dialetto anche con me (non me lo aspettavo!) Abbiamo mangiato, abbiamo visto qualche video dei legnanesi, finché Paolo, Gianluca ed io siamo andati al concerto dei Gamba de Legn a Mesero. Sono arrivata e ci sono state delle presentazioni, il gruppo è stato troppo simpatico :D Ero nel tavolo dove c'erano i loro conosciuti praticamente, ero lì che cantavo e quasi ballavo tra la gente. Volevano che salissi a cantare ma miracolosamente mi sono liberata. Ma non mi sono liberata di cantare a loro in pezzo della Madonnina :D . Ci sono stati molti scherzi, risate, ho conosciuto a della gente... Quello sì, poi sono tornata caricata di regalini, ha, ha, ha. Ho dormito a casa di Paolo, a Barlassina. A quanto pare Ste mi ha riconosciuta al concerto, anche se non mi ha detto niente quando ero là.





Il giorno dopo, sono andata con Paolo a Como. Purtroppo il tempo non era bellissimo. Infatti ha piovuto un po, e il lago era allagato. Comunque abbiamo mangiato a Como, ma poi siamo rimasti a Barlassina.





Di sera invece, siamo andati al Alcatraz ed io mi sono divertita, anche se avevo i piedi addolorati da un paio di giorni e qualcuno mi ha pestata. Mi ha direttamente uccisa! Ogni pista era praticamente come un stadio e c'erano intorno a 500 persone in ognuna... e non c'era nessuna lite ne niente. C'era sicurezza anche all'interno, che probabilmente è una defficienza che c'è qua in molti locali. Siamo arrivati da Paolo alle quattro del mattino.








La domenica abbiamo fatto dei giri a Milano città. Siamo andati al Castello Sforzesco, che è bellissimo. Anche abbiamo visto uno dei Navigli, veramente stupisce vederlo. Abbiamo girato intorno alla Piazza del Duomo e finalmente abbiamo percorso Vittorio Emanuele, per poi finire in una pizzeria a Lambrate. Visto che avevo i piedi distrutti, ci ha preso Gianluca a Lambrate.








Quella notte è stata l'ultima da Paolo, il padre mi ha regalato dei lavori in legno bellissimi... Lunedì mattina, Paolo mi ha lasciato in Lambrate ed io mi sono persa. Mi sono disorientata tanto, sono arrivata in Piazza Argentina. Ho chiamato Andrea, che ha cercato di guidarmi dal telefono, ma non è servito a molto. Alla fine ho risolto chiedendo a della gente. Ho lasciato le cose in albergo. Ero già di nuovo sulla metrò, quando mi ha chiamato Laura DM. Quindi mi sono vista con lei, e mi ha portata in una zona dove di solito escono gli universitari. Abbiamo bevuto qualcosa e abbiamo parlato. Mi ha fatto ridere che mi ha raccontato che la madre ha molta voglia di andare a Santiago. Poi ci siamo dovute salutare, lei era un po incasinata con la tesi dell'università,



e ho girato e mi sono presa un pezzo di pizza in una panetteria. Sono andata al supermercato, ho comprato una cosa, mi hanno lasciato passare tre persone davanti nella coda (credo che il mio record fin adesso erano due) e sono andata all'albergo. Quel giorno anche riesco a parlare con Matteo C, che mi dice che ci pensa lui a portarmi in aeroporto.

Ed è arrivato l'ottavo giorno. Giro intorno a Sant'Ambrogio, anche intorno al Duomo, mi riposto nell'albergo e mi incontro con Laura B, nel parco Sempione (che è dove c'è anche il Castello Sforzesco) Ho aproffitato poi per comprare alcuni regali per casa. Mi ha fatto ridere che quando sono scesa della metrò ho sentito parlare ad un signore anziano che lavorava là in milanese. Ho parlato con Pinketts al telefono, e poi Andrea L è venuto da me a farmi un po di compagnia...ha, ha, ha.



L'ultimo giorno mi sono persa intorno al Castello. Ero stanca, quindi ho comprato i biscotti e acqua in un supermercato.






Sono tornata all'albergo, mi sono sdraiata un po, e sono riuscita ad incontrarmi con Ul Mik e un altro componente dei Longobardeath di sera in Piazza del Duomo. Abbiamo bevuto qualcosa e anche loro mi hanno regalato delle cose. Mi sono divertita.






Quando sono tornata al albergo, ero impazzita. Ero impazzita perché non riuscivo a fare la valigia, avevo troppe cose, e anche impazzita perché non trovavo la mia carta di identità (che come di solito, era nel posto piu assurdo in cui potesse stare) Ho parlato con Matteo C, e mi ha detto che mi riposasse un po, che mi farebbe uno squillo appena arrivasse. Quando mi ha fatto lo squillo sono scesa e ho ancora aspettato un po'. Infatti, è passata la polizia davanti, e mi hanno chiesto se andava tutto bene. Io li ho detto di sì, che solo stavo aspettando un amico e se ne sono andati. Quando è arrivato Matteo, anche lui aveva un regalo, un peluche molto bello. mi è dispiaciuto che non abbiamo potuto stare piu tempo insieme prima ,e perché è venuto solo per portarmi in aeroporto. Infatti si doveva anche alzare il giorno dopo, quindi mi ha lasciata in aeroporto e ci siamo salutati. E ho ricominciato un'altra volta. Entrare nell'aeroporto, dare il foglio, prendere il biglietto, fare il check-in e cercare la porta. TRe ore di aereo ed ero in O Porto. I miei genitori mi hanno preso là, e avevo già ricuperato un po di sonno nell'aereo, quindi non sono andata a dormire appena sono arrivata a casa, avevo "molto da fare".

Sono molto contenta, ma non volevo andare via. Speriamo che alla prossima rimanga un periodo a lavorare o qualcosa del genere... Ora so cosa devo fare.

1 commento:

Laura ha detto...

E brava Anahì!
Ti si aspetta ancora qua a Milano.

 
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