giovedì, maggio 15, 2008

Destinazione: Subitam Vel Repentinam Mutationem

Ieri mi sono arresa.

Sono andata a lavorare, come tutti i giorni, ma sapevo che già non era piu lo stesso. Ci avevano passato a servizio clienti. Sono andata a piedi, un'altra volta, con il mio mp3 nelle orecchie. Sono entrata, mi sono seduta, e ho cominciato a lavorare finché ci hanno passato di là. È stato terribile.

Dopo di alcune chiamate che piu o meno ho gestito, è arrivata la crisi. Chiama una persona incavolata. Non ce la facevo. Non trovavo l'informazione. LA gente non se ne accorgeva di che avevo bisogno di aiuto. Stavo così almeno da quindici minuti. Non potevo sopportare piu la presione di dover fare tutto al tempo. Quindi, finalmente, non ho resistito piu. Sono rimasta senz'aria, non potevo evitare piangere come una stronza, le mani mi tremavano. Volevo allontanare la mia coscienza, ma lei era lì.

Finalmente, quando ero già distritta, mi mandarono in una sala. Due figure fredde e rigide fingevano di capire quello che stava succedendo. Cercavano di calmarmi e di che tornassi. Ma le parole erano cariche di ipocrisia. Solo volevano pulirsi le mani. Lo notavo.

Dopo, me ne sono andata, ancora ascoltando musica. Solo ascoltavo una canzone: Heart-Shaped glasses, di Marilyn Manson. È curioso, ma è l'unico che mi tranquillizza come un sedante quando sono ai limiti dell'autodestruzione.

Inoltre, due dei miei amici di Milano stanno scherzando col fuoco. Hanno fatto un viaggio e hanno detto per seconda volta "Alla prossima andiamo da te!" Se voleste venire, sareste già venuti... Non aspettate che io venga a Milano perché andate male.

3 commenti:

Sonia ha detto...

Già, spesso la musica può aiutarci nei momenti brutti, soprattutto per un lavoro stressante come deve essere il tuo. Vedrai che era solo una giornata storta, non arrenderti!

Sergio ha detto...

Marinera su..non abbatterti, le giornate storte capitano a tutti..vedrai che già quella odierna sarà stata migliore

Laura ha detto...

Ti abbraccio.

 
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